2003: primo volo della mia vita: Genova-Londra.
Arrivo quasi a mezzanotte mi trovo in un piazzale immenso, vuoto, mi giro in una panoramica a 360 gradi, al 359° grado il sosia di Morgan Freeman con una scopa in mano mentre spazza l’asfalto, mi guarda, lo guardo, dice: “Are You lost? Have you problem?” ribatto con una certa nonchalance: “no! No problem!”. Se il primo consiglio è non perdersi a Londra nel deposito d’autobus di notte, il secondo è di non sbagliare completamente la valigia forte delle temperature primaverili italiane, ma a 20 anni tutto è bellissimo e avventuroso, seppur prendendo un pò freddo i 3 giorni scanditi fra musei, pub, bus, underground, negozi, vetrine, strade plumbee, parchi e Tamigi tutto il soggiorno è stato davvero indimenticabile, ciò che mi è rimasto più impresso è la Casa Museo di Jhon Soane..

Jhon chi?! Secondo le fonti dell’amica Nadia che mi accompagnava mi è stato descritto come uno un personaggio stravagante eccentrico, ma a ripercorrere la sua vita da architetto vissuto a cavallo fra il XVIII e XIX secolo forse così matto non era, ma visionario sicuramente! Amante dell’arte classica, d’altronde il neoclassicismo era all’epoca il focus principale della realtà culturale artistica, Soane regala questo museo ai posteri.

Si entra in un casa apparentemente ordinaria in cui si ha la sensazione che il proprietario sia uscito un attimo per far una commissione e noi all’interno avessimo il permesso di sbirciare fra le sue cose e le sue stanze accompagnati dai suoi “maggiordomi” (oggi: assistenti alla fruizione, detti…). Entrati in lussuose stanze arredate d’epoca iniziano a far capolino i primi reperti archeologici di piccole dimensioni con targhette che riportano “statuetta del IV secolo a.c.”, interessante e notevole valore storico. Li per lì ci si immagina di essere entrati in una casa tipica londinese con qualche reperto antico, man mano che si continua il percorso si arriva in altre stanze, altri piani, si sale, si scende, ci si perde, ma come è possibile? Eravamo entrati in una casa d’epoca, adesso ci troviamo a contare diversi ambienti a destra a sinistra; gli addetti spiegano che l’architetto ha unito più proprietà insieme per realizzare il museo; i reperti da piccoli iniziano a diventare sempre più massicci, imponenti addirittura ci troviamo in un unico ambiente in cui è esposto il sarcofago di Seti I.

Il motivo “amoroso” dell’articolo è descrivervi la stanza dedicata a Piranesi! Si tratta del precursore dello stile neoclassico, anche lui architetto, incisore amante dell’età classica, nato a Mogliano Veneto sente l’esigenza di trasferirsi a Roma per tutto il resto della vita a riprodurre con incisioni e acquarelli le grandi architetture che il mondo invidia. Le sue incisioni dal vivo non le avevo mai viste neanche in Italia, in quel luogo, una sala dedicata solo a lui, le sue eleganti vedute romane riempiono ogni parete e i miei occhi. Guardavo, guardavo, ammiravo, guardavo, non mi bastava mai, evidentemente tanta bellezza non è bastata neanche al nostro caro amico Jhon Soane perchè da buon visionario architetto ha inventato uno stratagemma geniale, per aumentare il numero delle opere esposte di Piranesi, non vorrei “spoilerare” quello che succede in quella sala, gli addetti hanno un compito ben preciso, posso solo invitare il lettore a visitarlo di persona, vi dico solo che il genio di Soane si manifesta proprio nel suo campo creativo, ovvero in un’apoteosi architettonica in cui l’ambiente “si apre” si “sovrappone” ad un altro. Che dire?! Very Good!